Quando i dati migliorano le cure

«La trasformazione del Servizio sanitario nazionale parte oggi da un elemento chiave: il dato. La costruzione di un vero ecosistema dei dati sanitari, fondato su interoperabilità, qualità delle informazioni e capacità di utilizzo, rappresenta la condizione abilitante per governare i processi, orientare la programmazione e sostenere le decisioni cliniche e organizzative.

Così il Presidente di Federsanità e Dg dell’AOU Policlinico Umberto I di Roma, Fabrizio d’Alba, intervenuto il 1 aprile all’evento organizzato da Solventum presso il Centro Studi Americani di Roma dal titolo “Quando i dati migliorano le cure. Tecnologia e intelligenza umana per la trasformazione digitale in sanità”.

“I sistemi informativi – dai percorsi digitali ai big data, fino alle applicazioni dell’intelligenza artificiale – non sono più semplici strumenti di supporto, ma vere e proprie infrastrutture strategiche. Tuttavia, la loro efficacia dipende dalla presenza di modelli organizzativi solidi e regole chiare: digitalizzare senza un disegno complessivo rischia di essere inefficace o addirittura dannoso. A partire da queste basi, sta cambiando anche il paradigma dell’assistenza. Se in passato il modello era centrato sui PDTA come strumenti di integrazione tra evidenze scientifiche, multidisciplinarietà e patient centeredness, oggi siamo chiamati a fare un passo avanti: utilizzare quei percorsi per fluidificare gli snodi delle reti assistenziali, garantendo al tempo stesso qualità, sicurezza e sostenibilità organizzativa e finanziaria.

Il Progetto di salute, previsto dal DM 77/2022, rappresenta un riferimento importante in questa direzione, spingendo verso una medicina di iniziativa e verso nuove modalità di presa in carico, che superano la logica dello sportello e valorizzano le nuove “stazioni di cura” come Case della Comunità e Centrali operative. Siamo dunque di fronte a un cambiamento sistemico, che parte dal dato ma investe l’intera organizzazione dell’assistenza. È una sfida che richiede visione, capacità di integrazione e un forte investimento nei saperi e nei linguaggi della sanità, per costruire un Servizio sanitario nazionale sempre più equo, sostenibile e orientato al valore».