Federsanità: Dati e conoscenza come leva di cambiamento per il Servizio sanitario

Nel corso dell’incontro che si è svolto ieri 12 marzo e dedicato alla definizione di una Data Strategy per la sanità italiana organizzato da SIMM (Società italiana di leadership e management in medicina) il presidente di Federsanità, Fabrizio d’Alba, ha sottolineato come il sistema sanitario si trovi oggi di fronte a un’opportunità potenzialmente rivoluzionaria: la disponibilità di informazioni e dati che possono orientare in modo più consapevole le scelte dei decisori.

“La sfida principale consiste nello scegliere se limitarsi ad accompagnare passivamente questa evoluzione oppure utilizzarla in modo attivo come leva di cambiamento per il futuro del Servizio sanitario nazionale. In questa prospettiva, il ruolo dei manager della sanità diventa centrale nel promuovere modelli decisionali fondati sull’analisi dei dati, su percorsi di presa in carico programmati e sulla capacità di anticipare i bisogni di salute delle persone e delle comunità, rafforzando in particolare la medicina preventiva. Per Federsanità – ha detto – che ha tra le proprie missioni l’integrazione sociosanitaria tra servizi sanitari e comunità locali, il tema della conoscenza dei territori e dei bisogni delle popolazioni è strategico. In questo ambito siamo impegnati in un lavoro di confronto con diversi partner istituzionali per provare insieme ad analizzare le banche dati esistenti e valutarne l’interoperabilità, con l’obiettivo di favorire la condivisione delle informazioni tra i diversi soggetti pubblici”.

Un sistema informativo integrato, ha spiegato d’Alba, consentirebbe infatti di passare da una gestione frammentata dei dati a una reale capacità di lettura dei bisogni presenti e futuri delle persone, rendendo le istituzioni più proattive nelle politiche di salute. Il presidente di Federsanità ha inoltre richiamato l’importanza di allargare questa consapevolezza oltre una ristretta cerchia di specialisti. La cultura del dato, ha evidenziato, deve coinvolgere progressivamente un numero sempre più ampio di professionisti e istituzioni, fino ad arrivare anche ai cittadini. Solo così sarà possibile costruire un nuovo rapporto tra cittadini e sistema sanitario, fondato su informazione, fiducia e partecipazione. Infine, è stato ricordato come la qualità delle decisioni dipenda in larga misura dalla qualità dei dati disponibili: il dato non è solo uno strumento da utilizzare, ma un patrimonio da costruire e curare. Per questo motivo è fondamentale sviluppare competenze professionali adeguate e rafforzare la collaborazione tra istituzioni, comunità scientifica e territori”.