Cronicità e diabete: Federsanità, un paziente curato male costa annualmente oltre 2 volte il costo medio per paziente in Italia

Federsanità

La Presidente Frittelli alla presentazione dell’Action Plan 2022- 2025 Roma Cities Changing Diabetes: “una diffusa, semplice ed economica attività di prevenzione delle complicanze consente di ridurre considerevolmente il costo della patologia migliorare la qualità della vita dei pazienti”

“Una diffusa, semplice ed economica, attività di prevenzione rispetto alle complicanze consente di ridurre considerevolmente il costo del diabete e di migliorare la qualità della vita dei pazienti. Infatti un cittadino ben curato costa annualmente circa 1/3 del costo medio per paziente in Italia mentre una persona curata male costa annualmente oltre 2 volte il costo medio”. Così Tiziana Frittelli, presidente nazionale di Federsanità, alla presentazione dell’Action Plan 2022-2025 “Cities Changing Diabetes” promosso a Roma dall’Health City Istitute.
“È un momento davvero complicato e lo è anche in prospettiva se guardiamo ai dati sulla grande progressione dell’invecchiamento”. I dati Istat indicano che nel 2049 avremo il 34,9% di residenti ultra 65enni, ma anche oltre 10 milioni di persone sole. “Siamo un Paese che si sta impoverendo oltre che invecchiando, quindi accanto alle patologie croniche dovremo affrontare anche il grande tema delle fragilità sociali. L’unico modo per farlo è attivare un dialogo virtuoso tra governance della sanità, e quindi le direzioni strategiche delle aziende sanitarie e ospedaliere, con la rappresentanza istituzionale sui territori e primo punto di riferimento delle Comunità.
Quindi, quali ulteriori azioni non sanitarie si possono adottare per prevenire le cronicità, in particolare il diabete? Ad esempio adottare i Piani Regionali di Prevenzione 2021-2025, costruendo Reti integrate tra Dipartimenti prevenzione delle ASL e Comuni per città in salute (Scuole in salute, parchi, palestre, centri anziani, ristorazione collettiva, ecc.); facilitare il movimento e la corretta alimentazione. “Questo in particolare è un’azione sulla quale Federsanità è impegnata in prima linea anche tramite l’alleanza Happyageing e la sinergia con la Rete Città Sane. La chiave – ha detto Frittelli – è creare un sistema tra diverse competenze, pianificatori e urbanisti, salute pubblica e decisori per attuare accorgimenti di tipo tecnico, volti a ottimizzare le politiche di pianificazione urbanistica in un’ottica di salute. Così come organizzare campagne di informazione corretta e diffusa fondata su evidenze scientifiche per, ad esempio, accrescere l’alfabetizzazione sanitaria, contrastare le fake news e favorire decisioni informate e consapevoli sulla salute; ridurre inappropriatezze e consumismo sanitario; promuovere sani stili di vita; responsabilizzare i cittadini verso la salute propria e della comunità”.